Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!eecg.toronto.edu!distef Newsgroups: trial.soc.culture.italian From: distef@eecg.toronto.edu (Eugenia Distefano) Subject: Re: Ruolo dei Cattolici Message-ID: <1991Mar21.133850.28737@jarvis.csri.toronto.edu> Keywords: Scandinavia Organization: EECG, University of Toronto References: <1991Mar21.001852.11472@mintaka.lcs.mit.edu> <1991Mar21.005529.12320@mintaka.lcs.mit.edu> Date: 21 Mar 91 18:38:50 GMT Lines: 74 In article <1991Mar21.005529.12320@mintaka.lcs.mit.edu> rosario@theory.lcs.mit.edu (Rosario Gennaro) writes: >In precedenti lettere Eugenia Distefano scrive: > >>Insomma ci sono dei limiti a cio` che e` di competenza dello stato e delle >>leggi: l'orientamento sessuale, le scelte riproduttive, la decisione del >>se e come porre fine alla propria vita sono (o dovrebbero essere) lasciati >>fuori. > >Ancora una volta questa e' una semplificazione Eugenia. > Lo riconosco, mea culpa. Avrei dovuto fare i "distinguo" di dovere. >Cosa pensi della decisione di drogarsi? Eppure la legge contro la droga >l'hanno fatta e chi l'ha chiesta a gran voce non sono stati i cattolici. > Coerentemente a cio` che ho scritto prima credo che drogarsi sia un diritto civile. Sono per la liberalizzazione. Non mi pareva di stare a fare un discorso di parte (tutto cio` che fanno partito x, y e` giusto, tutto cio` che fa z e` sbagliato). >>Evidentemente, checche` ora ne dicano continuamente gli esponenti della >>maggioranza, una vittoria elettorale del PCI era piu` che possibile. > >Eccome! Bastava negare il voto alle donne nel 1948 cosi' come sosteneva >il vostro Togliatti (anche se l'avete rinnegato rimarra' a vergogna >dei comunisiti Italiani per un bel po' se non per sempre) e i cattolici >sarebbero finiti col ... per terra. >Tu cosa avresti preferito? Una vittoria del PCI calpestando i diritti >delle donne oppure quello che c'e' stato? > Non mi riferivo al 1948, ma a dopo. Gladio risale al '54 e "Stay Behind" addirittura ai tempi di Kennedy. Spero poi che la domanda sia retorica. >A proposito visto che siete dei grandi ammiratori delle socialdemocrazie >europee, qualcuno mi sa spiegare com'e' che nei paesi scandinavi (a grande >tradizione socialdemocratica) c'e' la piu' alta percentuale di suicidi >(soprattutto a livello giovanile) dei paesi occidentali? > Ma tu non eri quello che voleva le statistiche, le fonti? La tua e` un'affermazione gratuita, basata al massimo su un pregiudizio diffuso. Per tua informazione, secondo le statistiche riportate dalle pubblicazioni annuali dell'ONU (UN yearbooks), cio` che hai detto e` una falsita` almeno per quanto riguarda gli ultimi trent'anni. I dati riportati dalla World Health Organization sulle cause di morte nei vari paesi assegnano il "primato" sui suicidi consistentemente (dal 67 a oggi) a Ungheria e Cecoslovacchia (che, lo so, non sono paesi occidentali), seguite subito dopo da Austria e Svizzera (di cui si puo` dire proprio tutto tranne che sia socialista). La Svezia ha tanti suicidi quanti ne hanno Germania e Francia (circa 20 per 100000), per non parlare della Norvegia che ne ha meno dell'Italia (7 contro 7.1). Fra l'altro, gli svedesi e i norvegesi reagiscono a chi gli va a dire la questione dei suicidi, piu` o meno come reagiamo noi quando qualcuno ci viene a dire che gli uomini italiani sono tutti romantici e suonano il mandolino. Ho lavorato per un po` in Norvegia e fra l'altro mi e` stato spiegato che la maggioranza dei suicidi scandinavi ha luogo nelle regioni al nord del circolo polare (a scarsissima popolazione) a causa anche dell'effetto che clima, mancanza di luce e isolamento hanno sulla psiche umana. Per loro questo e` un vero e proprio problema perche` da quelle parti (a nord del circolo) c'e` il petrolio, ma nessuno ci vuole andare. Pragmaticamente, ma non proprio socialisticamente, hanno deciso che chi ci va per non mi ricordo quanti anni e` esente da tasse a vita. Non so da dove la leggenda sui suicidi sia venuta. Immagino pero` che magari negli anni '50 sara` stato pure vero: quando la maggioranza degli altri paesi europei era a pezzi e si impegnava alla ricostruzione, la Svezia godeva i frutti della propria neutralita` e grazie al benessere si poteva permettere il lusso della disperazione esistenziale. Adesso ce lo possiamo permettere pure noi. -- Eugenia Distefano distef@eecg.toronto.edu