Newsgroups: trial.soc.culture.italian Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!rpi!zaphod.mps.ohio-state.edu!magnus.acs.ohio-state.edu!news From: miraglia@hpuxa.acs.ohio-state.edu (Pierluigi Miraglia) Subject: Re: Ruolo dei cattolici (Notizie del 10 marzo) Message-ID: <1991Mar28.202311.17363@magnus.acs.ohio-state.edu> Sender: news@magnus.acs.ohio-state.edu Nntp-Posting-Host: hpuxa.acs.ohio-state.edu Organization: The Ohio State University References: <1991Mar18.224322.11416@jarvis.csri.toronto.edu> <1991Mar19.054802.18591@mintaka.lcs.mit.edu> <1991Mar19.233045.6911@jarvis.csri.toronto.edu> Date: Thu, 28 Mar 1991 20:23:11 GMT Lines: 43 In article <1991Mar19.233045.6911@jarvis.csri.toronto.edu> distef@eecg.toronto.edu (Eugenia Distefano) writes: >Un sistema democratico riconosce a tutti il diritto di esprimersi come meglio >credono, nonche` la possibilita` di intervenire sul sociale. Non solo, ma se >democrazia non deve rimanere un concetto vuoto, c'e` da augurarsi che, in un >regime democratico, le azioni e le scelte di ogni individuo siano informate >alla di lui (o di lei) coscienza. Se questa coscienza e` improntata a >ideali cattolici, beh, mi sembra ovvio e giusto che di conseguenza azioni >e scelte debbano essere improntate a tali ideali. Fino a qui credo che >siamo d'accordo. > Faccio l'avvocato del diavolo per professione, percio' consentitemi di prendere le difese di Rosario su questo punto: va bene "informare le proprie azioni" secondo coscienza, ma e' veramente questo che noi "pro-choice Italians" vogliamo? Supponiamo che un immigrato musulmano in Italia segua la propria coscienza in materia di matrimonio e decida di farsi un harem con 35 mogli, a nessuna delle quali e' data liberta' di lavorare, uscir di casa, conversare con amici etc. Dovremmo noi liberals star zitti e prenedere atto? Questo argumento della liberta' di coscienza mi sembra inefficace: se uno crede che l'aborto sia analogo all'omicidio, la liberta' di coscienza non puo' essere motivo sufficiente per permettere quell'atto. I cattolici hanno ragione a non far gran conto di queste considerazioni. Il problema che i laici, liberals, i toscani irreverenti etc. dovrebbero affrontare "fair and square" (come dicono qui) e': e' l'aborto analogo, per certi rilevanti aspetti, all'omicidio? La mia opinione e' NO, e per due motivi: 1) non e affatto chiaro che un feto nelle prime settimane di vita possa essere considerato una "vita umana" (o forma di -); al massimo, secondo me, e' una vita in potentia, come dicevano quelli nel Medioevo (ma anche uno spermatozoo e' una vita in potenza) - melius esse quam non esse, ma non e' sicuro che un feto "est". 2) anche se un feto e' una persona, la "portatrice" dovrebbe esser libera di decidere se la vita di questa persona debba essere terminata. Se questo vi sembra orribile, ho un esempio, un "caso" che si potrebbe discutere. Spero di non essere troppo tedioso. Ciao Pierluigi Ohio State U.