Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!distef Newsgroups: trial.soc.culture.italian From: distef@eecg.toronto.edu (Eugenia Distefano) Subject: Re: Ruolo dei cattolici, opinioni e precisazioni Message-ID: <91Apr3.162333est.2822@godzilla.eecg.toronto.edu> Summary: precisazioni e controprecisazioni Keywords: uffa! Organization: EECG, University of Toronto References: <1991Apr2.002230.22667@mintaka.lcs.mit.edu> Date: 3 Apr 91 21:24:46 GMT Lines: 153 In article <1991Apr2.002230.22667@mintaka.lcs.mit.edu> rosario@theory.lcs.mit.edu (Rosario Gennaro) writes: > >;La Costituzione: > >Da buoni eredi degli accademici della Crusca ogni discorso su un tema >sociale o politico su questo gruppo finisce per diventare una contesa sui >libri di grammatica e sui vocabolari. > Eppure il mio intervento, almeno in spirito, non voleva essere ne` pedante ne` purista. Au contraire. Almeno nelle intenzioni, non era un Treccani dixit. Se Massimo avesse preso la posizione diametralmente opposta a quella che ha preso e cioe` avesse affermato che "controversie" sicuramente copriva anche le invasioni, io avrei fatto del mio meglio per trovare su qualche vocabolario (e sono quasi certa che sarebbe stato possibile) una definizione che lo contraddicesse. E questo non perche` ce l'abbia particolarmente con Massimo :-), ne` perche` ci provi particolarmente gusto a fare il "bastian contrario" (come invece pensa mio padre) e nemmeno perche` io non abbia un'opinione su cio` che quella parola voleva dire nel contesto di cui parliamo; semplicemente invece perche` mi riproponevo proprio di dimostrare come la dizione fosse profondamente ambigua e un'accezione univoca affatto impossibile. Il problema della lingua e` fondamentale; non capisco perche` a volte lo si voglia relegare al rango di velleita` formale. Se continuamo a definire implicitamente i termini che usiamo in maniera diversa, continuare a discorrere mi sembra inutile. Gnuf (come diceva storcendo il naso, alla faccia dei puristi:-), per esprimere noia e disappunto, il mio amico Orazio, oggi serissimo magistrato della Repubblica, o quasi)! >;Alcune precisazioni: > >1) Ho consultato l'annuario dell'ONU citato da Eugenia durante la discussione > sui suicidi in Scandinavia; secondo quello del 1988 (il piu' recente qui > al MIT) il paese occidentale con piu' alto tasso di suicidi e' la > Danimarca e non e' vero che la Norvegia ha un tasso inferiore all'Italia > in quanto e' quasi il doppio. > Arignuf, se ha da essere guerra di cifre e fonti sia. [Evito di menzionare che propriamente la Danimarca non e` un paese scandinavo, senno` mi si dara` nuovamente dell' "accademica della crusca", visto che l'accezione piu` corrente ce l'include]. Purtroppo non ho trovato The World Health Statistics Annuals, che credo siano la fonte di tutte le altre pubblicazioni sull`argomento. Comunque, questa volta, ho consultato: Encyclopedia Britannica, Encyclopedia Americana, Encyclopedia of the Social Sciences, The Encyclopedia of Suicide (yes! there is an encyclopedia for everything:-), International Mortality Statistics (Facts on File), Causes of Death-Life Tables for National Population, Sourcebook on Death and Dying, alcuni Demographic Yearbooks di anni sparsi. Un paio di questi libri si sono dimostrati inutili, un altro paio si contraddicono a vicenda (e proprio sulla cifra norvegese), ma in linea di massima l'Austria "batte" la Danimarca. Io ho consultato il Demographic Yearbook dell' 87 (quello dell'88 e` disgraziatamente mancante). L'Austria ha piu` suicidi della Danimarca. The encyclopedia of suicide dice che il tasso di suicidi in Danimarca e` stato in lento, ma costante declino dall'80 a oggi e che quello dell'Austria e`, ahime`, constante. L'88 sara` un glitch. [A titolo di exempla: Austria 28.3, Danimarca 27.7, Svizzera 24.8, Belgio 23.8, Francia 22.7, Germania 19, Svezia 18.5, Norvegia 13.9, Lussenburgo 13.8, Olanda 11, UK 9.3, Portogallo 9, Irlanda 7.8, Italia 7.6, Spagna 4, Malta 0.3]. Comunque, concediamo pure che la Danimarca non e` mai troppo distante dall'Austria e dalla Svizzera; perche` pero` allora ignoriamo che la Svezia non e` peggio di Francia e Germania e che la Norvegia, non sara` come l'Italia (due dei succitati libri si contraddiscono proprio su questo punto), ma non e` certo peggio di Olanda, Belgio e Lussemburgo? In base a cio` che tu stesso hai trovato, Rosario, cosa ti permette di generalizzare e di dire che i paesi scandinavi hanno i piu` alti tassi di suicidio? [la domanda *e`* retorica: uno dei paesi scandinavi e` fra quelli con i tassi piu` alti, un altro fra quelli medio-alti, gli altri due ancora fra quelli medio-bassi]. > Ho poi trovato (alla faccia della "leggenda culturale") libri dedicati > al fenomeno dei suicidi nei paesi scandinavi, se qualcuno e' interessato > posso fornire i titoli. > Mi spiace ma questo non vuol dire proprio nulla. Infatti si possono trovare anche libri sulla numerologia, sugli oroscopi, sui bioritmi e sulle congiure di templari e rosacroce e i legami di queste con il complotto ebraico. Non solo, ma non hai fatto una ricerca accurata. Infatti ci giurerei che, anche al MIT come a Toronto, la biblioteca avra` per ogni paese di questo mondo un libro che parla della situazione suicidi in quel paese. Una selezione, a titolo esemplare, dalla biblioteca di qui: H. Herbert "Suicide and Scandinavia", P. Bohannan "African Homicide and Suicide", P. Verma "Suicide in India and Abroad", J. Seward "Hara Kiri: Japanese Ritual Suicide and Modern Suicide", "Race and Suicide in South Africa", "Suicidios y Suicidas en la Sociedad Mexicana", "Atti del convegno di studio su suicidio e tentato suicidio in Italia" (Giuffre` 68), "Le suicide chez le jeunes en Belgique", "Suicide in Canada" e (chiedo perdono ai cecoslovacchi per lo spelling sicuramente atroce) "Sebevrazednost v Ceskoslovensu z Hdlediska Demografickeho a Sociolockeho". Un'altra perla, da un libro di un certo Enrico Morselli che pare sia il decano degli studiosi del fenomeno "suicidio": in Italia (all'inizio del secolo) secondo lui il tasso di suicidio era fortemente correlato a latitudine e statura (si suicidavano di piu` gli alti e i settentrionali e meno i bassi e i meridionali). Sono doppiamente rincuorata :-) >2) Non e' vero che l'omosessualita' e' illegale in Irlanda; come in Regno Unito > in quel paese e' illegale esternare atti affettuosi verso persone dello > stesso sesso. > Non cosi` secondo il Globe and Mail, giornale nazionale canadese, che ha trattato la questione quando Mary Robinson e` stata eletta. Comunque, accetto l'idea che il Globe non sia necessariamente obiettivo e accurato. Non ho trovato testi legali irlandesi. L'unico testo sull'argomento che sono riuscita a localizzare ("Out for Ourselves: the lives of Irish Lesbians and Gay men", 1987) cosi` dice (p. 190): "Any sexual act between men is a criminal offence in the twenty-six counties. Our sexuality is outlawed under two Acts passed in 1861 and 1885 respectively. The 1861 Act specifically criminalises sodomy and carries a sentence of up to life imprisonment. The 1885 Act criminalises any act of ``physical intimacy'' between two men. Since physical intimacy is not defined under the Act, it could technically be interpreted to mean anything from a hand-shake to full sex". Continua dicendo che la legge e` di portata talmente vasta che raramente viene applicata come potrebbe. L'applicazione rimane legata all'arbitrio e quando viene applicata gli avvocati di solito consigliano all'accusato di dichiararsi colpevole (tanto non c'e` niente da fare). Entrambe le leggi furono passate dal parlamento inglese e copiate nella Costituzione irlandese nel 1922. La Gran Bretagna ha rimpiazzato l'analogo atto nel 1967 con un atto piu` "liberale" ("The 1967 Act decriminalized consensual sex between two men over 21. It was regarded as a victory at the time but experience since then has shown many disadvantages. The strict interpretation of the Act means that two gay men could only have sex ``legitimately'' in a private home with the doors locked and nobody else present" [...] "The '67 Act was extended to Northern Ireland, all the 6 counties, in 1982. [...] Meanwhile, the 1861 and the 1885 Acts are still on the statute book in the South. [...] The European Court has declared these laws invalid. The Irish government is supposed to put up its defense"). Non so se le leggi siano state cambiate dopo che il libro e` stato pubblicato. Gli articoli del Globe sembrerebbero voler dire di no, cosi` pure gli yearbooks annuali dell' Encyclopedia Britannica dall'87 al 90, ma potrebbe pure essere il contrario e sarei prontissima ad accettarne qualsiasi ragionevole evidenza. > Da notare che fra i paesi in cui l'omosessualita' anche privata e' reato > figurano alcuni stati degli USA e l'Unione Sovietica, a conferma che il > perbenismo (o in questo caso l'omofobia) non sono sempre e solo legati > alla religione cattolica (USA e URSS sono fra gli stati a maggiore > separazione fra Stato e Chiesa) > E infatti chi ha detto che siano "sempre e solo" derivanti dalla religione cattolica? Ogni omofobo ha le sue discutibili scuse. Cio` non ci esime pero` dal provare a smontare quelle a noi piu` familiari. Eugenia p.s. apprezzo le precisazioni di Rosario che, per esempio, hanno evidenziato una contraddizione nelle mie fonti (il Demographic Yearbook contraddice l'Encyclopedia Americana o il Causes of Death, non ricordo; non posso controllare esattamente quale dei due al momento perche` c'e` un picchettaggio in corso davanti alla biblioteca); perche` pero` non la smettiamo di polemizzare su cio` che avviene o meno nei paesi altrui e parliamo invece di qualcosa piu` pertinente al gruppo? O qualunque cosa scritta nella "lingua di Dante" (per i puristi fra noi:-) e` pertinente? -- Eugenia Distefano distef@eecg.toronto.edu