Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!rpi!zaphod.mps.ohio-state.edu!think.com!yale!quasi-eli!cs.yale.edu!ciancarini-paolo From: ciancarini-paolo@cs.yale.edu (paolo ciancarini) Newsgroups: trial.soc.culture.italian Subject: Mamme, robot ed extraterrestri Summary: Etica e aborto Message-ID: <29880@cs.yale.edu> Date: 6 Apr 91 17:44:51 GMT References: <1991Apr2.002230.22667@mintaka.lcs.mit.edu> <1991Apr3.203725.23981@magnus.acs.ohio-state.edu> Sender: news@cs.yale.edu Organization: Yale University Computer Science Dept., New Haven, CT 06520-2158 Lines: 76 Nntp-Posting-Host: poe.systemsy.cs.yale.edu Originator: cianca@poe.CS.Yale.Edu In article <1991Apr3.203725.23981@magnus.acs.ohio-state.edu> miraglia@hpuxa.acs.ohio-state.edu (Pierluigi Miraglia) writes: >OK, meglio tardi che mai. Mi scuso per il ritardo e propongo >il "caso", che non e' un caso veramente avvenuto, ma un thought >experiment. E' una storia vecchia, in ogni modo, che risale a >un articolo di Judith Jarvis Thomson (MIT). >Immagini Rosario di svegliarsi un bel di' in ospedale e >scoprire di essere "attaccato" via cateteri, tubi vari etc. ad >un celebre violinista - che giace nell'a;ltra meta' del letto. >Il dottore spiega a Rosario che il violinista ha una seria >malattia dei reni, per cui ha bisogno di utilizzare il sistema >renale di un'altra persona al fin di sopravvivere. Tutto >questo, spiega pero' il dottore, durera' solo nove mesi, >dopodiche' il violinista sara' in grado di sopravvivere "per >conto suo". >Question: e' moralmente accettabile l'eventuale decisione di >Rosario di staccare i tubi (decisione che ucciderebbe il >violinista)? >Il succo e', ovviamente, che il violinista (una persona, e >un "buon" essere umano) usa il corpo di Rosario. Perche' >Rosario dovrebbe sentirsi vincolato a salvare la vita del >violinista in questo modo? >Un paio di osservazioni, prima di chiudere. Alcuni, in reazione a >questo caso, chiedono se Rosario (o chi per lui) ha >liberamente deciso di permettere la connessione del violinista >ai suoi reni. A mio parere, che Rosario sia o meno consenziente >RRosario in questo caso sia effettivamente consenziente (all' >inizio), ma si renda poi conto di quale terribile fatica sia >sostenere il sistema renale del violinista: perche' non >dovrebbe essergli permesso di interrompere il trattamento? >Un altro punto e' che Rosario (quello immaginario) non ha >certo nessun diritto di "proprieta" sulla vita del violinista, >ma non per questo, mi pare, non ha il diritto di decidere >se quella vita debba essere interrotta. Ne concludo che >il "diritto di proprieta'" citato da Rosario (quello vero) >non e' una condizione necessaria perche' una donna incinta >(da cui una vita dipende) possa decidere se abortire. > >Eager to hear your opinion >Pierluigi Non sono molto ferrato in etica, quindi mi scuso in anticipo per l'eventuale ingenuita' della seguente posizione. Sbaglio, o una delle poche regole etiche universali e' la cosidetta "regola d'oro", ovvero "non fare agli altri quel che non vorresti essi facessero a te" (e' sicuramente un suggerimento evangelico, e se non ricordo male le mie letture liceali era anche un qualche imperativo kantiano. Persino Asimov, quando ha definito nei suoi racconti le 3 leggi della robotica, ha una regola simile). Applicando questa regola la risposta mi sembra semplicissima: se Rosario non rischia la propria vita (nel qual caso io, diversamente dai robot di Asimov, non mi sento di applicare la regola d'oro, considerandola subordinata al diritto di autoconservazione) mi sembra che gli toccherebbe non solo salvare la vita di un violinista celebre, ma anche quella di una mongoloide nera afflitta da cirrosi epatica, o quella di un extraterrestre verde di sesso imprecisato e a forma di polpo (mi sono sempre chiesto perche' mai questi esperimenti mentali vengano sempre presentati con personaggi che sono qualificati come celebri o intelligenti o belli o sani o maschi; se questi dettagli sono inessenziali, rendiamoli un po' piu' "colorati"). D'altra parte, se Rosario supera la prova dei 9 mesi poi ha diritto a farsi chiamare "mamma" dal violinista celebre, il quale inoltre deve accettare di farsi imboccare e cambiare i pannolini da lui. Fuor di metafora, questo esperimento mentale pensato dalla signora Thomson non mi sembra molto illuminante riguardo alla questione dell'aborto. Il problema mi sembra sempre quello di definire quando "qualcosa" e' un essere umano. O mi e sfuggito qualcosa? Paolo Ciancarini