Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!eecg.toronto.edu!distef Newsgroups: trial.soc.culture.italian From: distef@eecg.toronto.edu (Eugenia Distefano) Subject: Re: L'Italia vista dagli USA Message-ID: <1991May2.000933.18387@jarvis.csri.toronto.edu> Keywords: Mah! Organization: EECG, University of Toronto References: <6nygpvj@rpi.edu> Date: 2 May 91 04:09:33 GMT Lines: 75 In article <6nygpvj@rpi.edu> giua@ecse.rpi.edu (Alessandro Giua) writes: >Il seguente articolo e' apparso sul New York Times di >domenica 26 aprile 1991 nella sezione "The World: the week in review". > >************************************* >Italy's Political Circus Maximus Is Becoming >A Luxury the Nation Finds Harder to Afford > >by Clyde Haberman > Grazie, Alessandro. Articolo interessante: tocca molte tristi verita`, ma purtroppo (almeno secondo me), nonostante i lodevoli sforzi in senso contrario, cade anche in facili semplificazioni e banali luoghi comuni. Comunque, piu` che esprimere giudizi sull'articolo in questione, mi piacerebbe dar voce qui brevemente ad alcune preoccupazioni che nutro a proposito delle cosiddette riforme istituzionali. E` piu` che ovvio che "something isn't working" e non ci voleva l'"acume" :) di Cossiga per accorgersene. Inefficienza, spreco, corruzione e immobilismo, cause di sdegno e disgusto piu` che giustificati, sono sotto l'occhio di tutti. Mi sembra pero` un affrettato, pasticcione e, almeno per alcuni, interessato non sequitur questo affermare che tutto cio` deriva dal sistema proporzionale, che si vorrebbe correggere, e da un esecutivo relativamente debole, che si vorrebbe rafforzare. Ci sono in Europa altri paesi (quelli scandinavi, l'Olanda, altri, credo) che hanno istituzioni pressoche` identiche alle nostre (sistema strettamente proporzionale, alto numero di partiti rappresentati in Parlamento, regime parlamentare piuttosto che presidenziale), ma che non hanno alcuno dei nostri succitati problemi. Evidenza piu` che bastante, secondo me, che la radice di tali problemi e` a monte e non nell'estrema democrazia del sistema. Fra l'altro, le numerose crisi di governo sono state rarissimamente (mai?) dovute ai partitini, quanto invece a meschini battibecchi fra Psi e Dc, quando non addirittura fra correnti Dc varie. L'eliminazione dei partitini comporterebbe di sicuro l'apertura di altre correnti in seno ai partiti piu` grandi e, allo stesso tempo, alienerebbe tutti quei gruppi che non si sentirebbero piu` rappresentati. Secondo lo European Journal of Political Science, parecchi studiosi di fenomeni sociali vedono, in generale (salvo poche eccezioni), una forte correlazione fra il grado di proporzionalita` del sistema e la presenza popolare alle urne. E in che cosa aiuterebbe una repubblica presidenziale? Non molto, visto che l'approvazione e la discussione delle leggi, si spera, competerebbero ancora al Parlamento (non credo proprio che i gravissimi problemi menzionati dall' articolo -il deficit, lo squilibrio nord-sud, il crimine organizzato ecc.- possano essere risolti a colpi di decreti presidenziali....); d'altro canto invece di certo aumenterebbe l'importanza dell'immagine e dell' essere telegenici a scapito ancora maggiore dei contenuti. [Perche` mi vengono in mente le vignette di Repubblica con Bettino in camicia nera, con rigorosa fascetta "me ne frego" al braccio, che parla da un balcone?:)] E comunque perfino la scelta dei vocaboli in una delle espressioni rilevanti dell'articolo > There are similar differences over how to weed out many >of Italy's tiny, resources-sapping parties. However the details are ultimately >pounded out, there is little disagreement that the nation must overcome its >phobia against vigorous central leadership. > fa rabbrividire quando richiama chiaramente alla mente quello che Pasolini chiamava il "nuovo capital-fascismo" del secondo dopoguerra. Io purtroppo non ho soluzioni da proporre ai problemi di inefficienza e immobilismo di cui sopra e pare che di questi tempi in Italia l'impegno della denuncia e dei "che fare?" non vada piu` di moda; chi fa come me e` facilissimamente tacciato di qualunquismo, come se fare qualcosa, qualunque cosa, anche qualcosa di sbagliato, sia sempre e per forza meglio di niente. Per alcuni, e` comunque sicuramente meglio del riconoscere che il problema e` a monte, che una soluzione non puo` che essere radicale e andare ad infringere sfere e interessi che invece per ora "non si toccano". -- Eugenia Distefano distef@eecg.toronto.edu