Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!rpi!zaphod.mps.ohio-state.edu!sdd.hp.com!spool.mu.edu!snorkelwacker.mit.edu!bloom-picayune.mit.edu!athena.mit.edu!gennaro From: gennaro@athena.mit.edu (Rosario Gennaro) Newsgroups: trial.soc.culture.italian Subject: Re: L'Italia vista dagli USA Message-ID: <1991May3.145808.3474@athena.mit.edu> Date: 3 May 91 14:58:08 GMT Article-I.D.: athena.1991May3.145808.3474 References: <6nygpvj@rpi.edu> <1991May2.000933.18387@jarvis.csri.toronto.edu> <1991May03.114806.28356@ghost.unimi.it> Sender: news@athena.mit.edu (News system) Organization: Massachusetts Institute of Technology Lines: 82 In article <1991May03.114806.28356@ghost.unimi.it> marco@ghost.unimi.it (Marco Negri) writes: >Condivido, almeno nelle linee generali, l'intervento di Eugenia. Anche io penso che Eugenia abbia ragione, il problema non e' esclusivamente nelle riforme istituzionali. >Vorrei pero` sottolineare che, in Italia, esistono due problemi peculiari >Lo stato di diritto, grande e geniale invenzione, ha ormai piu` di 2000 anni >e, a mio modesto parere, e` assolutamente superato. Non si puo` pensare >di prevedere *tutto* per legge. In Italia si dice : "fatta la legge fatto >l'inganno". Esistono centinaia di aree di deregulation per mancanza di leggi >cosi come esistono centiaia di aree ove solo specialisti in quel settore >legale sono in grado di muoversi. >Sarebbe ora che le leggi (il parlamento) si occupassero, come nei paesi >anglosassoni, di dare direttive generali e si smettesse di legiferare per tutto. >Vi faccio un solo esempio : un mio collega e` in attesa di assunzione da >parte dell'universita` dopo quasi 10 anni di precariato e, ora, stanno >approvando una legge appositamente per risolvere il suo caso. >Se questa non e` fantascienza .... > >Il secondo problema e` che qualunque incarico, anche dirigenziale, nell'apparato >pubblico e` a vita, indipendentemente dalla qualita`, ed onesta`, del >lavoro prodotto. Quindi, anche se gli italiani potessero` scegliere il governo >(presidenziale o parlamentare poco importa) nulla cambierebbe in tutto >l'apparato burocratico/amministrativo/produttivo dello stato. >Ricordatevi che gli impiegati statali inglesi, quando scrivono ad un cittadino >si firmano : "Il vostro umile Servitore". > >Ciao. Marco Anche su questo hai perfettamente ragione. Secondo me un modo per risolvere questi problemi potrebbe essere una massiccia dose di privatizzazione dello Stato. Un piccolo esempio: da quando gli espressi sono recapitati dai privati sono piu' veloci e meno costosi, ti pare niente? Ma si puo' abdare oltre: chi di noi non eliminerebbe l'INPS che fa acqua da tutte le parti e la sostituirebbe con un serio piano di assicurazioni sulla vita gestito da compagnie private? oppure perche' non cercare di imitare il modello universitario americano soprattutto per quanto riguarda la autonomia dei singoli atenei? (Qui per essere assunti basta avere un Ph.D. e andare a fare un colloquio, se sei bravo ti prendono se no ciao, in fondo rischiano in prima persona assumendoti) E si potrebbe continuare con ospedali, scuole etc etc. Pero' se si comincia a fare un discorso del genere in Italia subito le forze di sinistra parlano di "smantellamento dello stato sociale" e altre cose del genere. Senza arrivare agli eccessi americani dove se sei povero non vai a scuola o non ti puoi curare penso che sarebbe bello un sistema molto meno assistenziale del nostro dove lo Stato non gestisce la cosa pubblica direttamente, ma si limita ad un ruolo di supervisor. Purtroppo questo non piace a sinistra per motivi di principio e non piace alla gente al governo perche' toglierebbe loro una grande fetta di potere clientelare (abolire le USL e sotituirle con compagnie private!!!!) Quando ci hanno provato con l"universita' proponendo non la privatizzazione ma solo l'autonomia si sono sollevati i ruggiti della pantera! Tra parentesi il movimento nacque a Palermo in un giusto moto di perplessit per la sopravvivenza delle Universita' meridionali che si trovano in un contesto industriale meno avanzato. Dopo i comunisti (non ancora democratici della sinistra) fecero scempio del movimento portandolo al declino... Tra l'altro quella fu la prima crisi politica e di identita' del nuovo partito di Occhetto, infatti l'allora ministro ombra alla Ricerca Scientifica(E. Vesentini ex direttore della Normale) si dimise in segno di protesta per la posizione del suo partito contro una legge aspettata da anni nelle Universita' Le istituzioni in un contesto del genere andrebbero riformate comunque, ma giusto per adattarle al nuovo scenario. Il probelma fondamentale e' togliere potere ai partiti e questo si puo' fare solamente riducendo le competenze dello Stato, ma come vogliamo che i partiti si autoriducano i poteri? Ecco perche' io sarei favorevole a una rifondazione della Repubblica che pero' non tocchi solo le istituzioni politiche, ma anche e soprattutto quelle sociali. A presto Rosario