Xref: utzoo soc.culture.europe:753 trial.soc.culture.italian:217 Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!rpi!usc!ucla-cs!fiji.cs.ucla.edu!marino From: marino@fiji.cs.ucla.edu (Fabio Marino) Newsgroups: soc.culture.europe,trial.soc.culture.italian Subject: Re: che lingua usare?: primi risultati Message-ID: <1991May20.191658.8094@cs.ucla.edu> Date: 20 May 91 19:16:58 GMT References: <1991May18.051937.2728@bullet.ecf.toronto.edu> <1991May18.061209.4011@cs.ucla.edu> <1991May20.163935.10989@magnus.acs.ohio-state.edu> Sender: usenet@cs.ucla.edu (Mr. News Himself) Organization: UCLA Computer Science Department Lines: 44 Nntp-Posting-Host: fiji.cs.ucla.edu In article <1991May20.163935.10989@magnus.acs.ohio-state.edu> pmiragli@magnus.acs.ohio-state.edu (Pierluigi Miraglia) writes: >In article <1991May18.061209.4011@cs.ucla.edu> marino@maui.cs.ucla.edu (Fabio Marino) writes: >>potrebbe anche non succedere); se poi questo influisca sul desiderio >>degli stranieri di imparare l'italiano, permettimi di nutrire >>fortissimi dubbi : personalmente credo la scarsa diffusione >>dell'italiano dipenda esclusivamente dalla scarsissima utilita' della >>nostra lingua al di fuori del paese..... >> >Sono piu` o meno d'accordo, e vorrei elaborare un filo. >Della ricerca scientifica so vceramente poco, ma lasciatemi dire >un paio di cose a proposito della so-called cultura umanistica >italiana. [stuff deleted] >Percio' credo, in genere, che dal punto di vista di uno >straniero interessato a cose italiane, la cultura umanistica >italiana abbia finora offerto ben pochi motivi di interesse. Onestamente la mia idea era molto piu' semplice, mi spiego : secondo me il caso di un letterato che impari una lingua al solo scopo di poterne apprezzare la cultura e' decisamente raro, mentre nella maggior parte dei casi si impara una lingua straniera per motivi prettamente pratici ed utilitaristici (lavoro, viaggi, ecc.). Ora, uno che impara l'inglese chiaramente puo' farsi capire quasi in tutto il mondo (perlomeno quello occidentale), uno che impara il francese in Francia e buona parte dell'Africa e dell' Indocina, uno che impara lo spagnolo in Spagna e Sud America (Beh anche NY,LA, Miami..), ma uno che impara l'italiano al massimo puo' farsi capire in Italia, Abissinia e Somalia....(siamo generosi e mettiamoci anche Albania e Libia, pero' in Libia io ci penserei due volte prima di parlare italiano, date le tendenze di Gheddafi). A parte cio' non metto in dubbio che tu possa aver ragione, ma mi sembra un fattore un po' marginale nello spiegare come mai pochi stranieri imparino l'italiano.... >Ciao >Pierluigi -- Fabio Marino Graduate Student marino@cs.ucla.edu UCLA marino@cognet.ucla.edu Computer Science Department fabio@seas.ucla.edu Brain Research Institute