Newsgroups: trial.soc.culture.italian Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!news-server.ecf!bruno From: bruno@bullet.ecf.toronto.edu (Bruno DiStefano) Subject: Re: Nuovo centro di ricerca in Sardegna Message-ID: <1991May22.130222.19307@bullet.ecf.toronto.edu> Organization: University of Toronto, Engineering Computing Facility References: <1991May22.055702.19405@cs.ucla.edu> Date: Wed, 22 May 91 13:02:22 GMT Prima di tutto vorrei ringraziare Alessandro Giua per aver riportato le informazioni sul centro CRS4. Speriamo che il centro veda veramente la luce e che non si perda nei meandri della burocrazia come molte altre iniziative che ho visto annunziate negli ultimi 20 anni. Speriamo anche che sia ben finanziato e che abbia un numero sufficiente di ricercatori. > Il presidente sara' Carlo Rubbia e l'amministratore delegato > Paolo Zanella, gia' direttore al CERN della divisione computing. Mi domando perche` sia stato scelto il prof. Rubbia, il quale e` gia` molto impegnato (CERN, un corso ad Harvard per cui attraversa l'Atlantico molte volte all'anno, la presidenza di un certo numero di committees, etc). Spero anche che il prof. Rubbia ed il dott. Zanella vadano a viverci in Sardegna e che non rimangano lontano, come spesso accade in Italia, quando degli enti vengono situati nel centro-sud. Non vorrei che si ripetesse un pattern tradizionale in Italia (SGS di Catania, Selenia di Giuliano di Napoli, universita` della Calabria a Rende, etc) per cui i dirigenti restano a vivere a Milano o a Roma e si domandano perche` sia difficile convincere i giovani del nord a recarsi a lavorare in questi nuovi centri. Un mio amico di Roma mi diceva di aver incontrato quasi l'intera nostra classe d'ingegneria nei vari aereoporti della penisola ("ci sono sempre 10 persone che volano da Roma, Milano, Torino per andarsi ad incontrare con uno che sta a Bari", sono state le sue parole). Un altro mio amico di Milano mi diceva di aver calcolato che il costo di far volare lui da Milano a Napoli ben 40 volte in un anno e` stato di circa 80 milioni di lire (volo, affitto di auto, viaggio in zona remota della Campania, meeting, ritorno a Napoli, notte in albergo, viaggio il giorno dopo alla solita zona remota, ritorno a Napoli, volo a Milano) e che questo e` stato fatto per almeno una ventina di persone che insistevano nel non vivere nella localita remota della Campania ma che erano essenziali al funzionamento dello stabilimento. Non vorrei dare l'impressione di essere contrario a che un simile centro venga situato in Sardegna, ma mi auguro che sia ben finanziato e che preveda l'assunzione di un vasto numero di ricercatori (almeno un mille laureati dato l'ambizioso piano descritto). La tradizione, fino ad ora, e` stata di creare dei centri, di situarli in zone dove non c'e` nulla di simile, di assumere pochi laureati giovani, i quali sentendosi soli migrano entro un biennio verso zone dove c'e` ricchezza di posti di lavoro simili. In article <1991May22.055702.19405@cs.ucla.edu> marino@maui.cs.ucla.edu (Fabio Marino) writes: >> >>" Due le caratteristiche del Crs4 che differenziano il centro sardo da >> quelli europei, giapponesi e americani: qui si studiera' di tutto e si >> applichera' la modellistica matematica, cioe' non si fara' sperimentazione >^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ >> fisica." >^^^^^^^^^^^ > >A costo di beccarmi delle accuse di "ignoranza colposa", ma almeno per >quanto riguarda il parallel computing, non mi sembra che l'idea di >applicare la "modellistica matematica" (che bella traduzione letterale >dall'inglese..) senza il riscontro della "sperimentazione fisica" sia >molto buona... Non nego che ci sia bisogno di lavoro nella parte >teorica (cioe' sviluppare algoritmi efficienti per parallel >computation), pero' mi sembra che la ragione vera di questo "approccio >rivoluzionario" sia piu' quello di risparmiare soldi che non altro... > Questa e` un'altra tradizione. Di fare centri dove si studia di tutto, ma in maniera teorica. Il vantaggio e` che il centro sembra importante e che non c'e` rischio che qualcosa non funzioni. Il fatto che tale centro non sviluppi mai nulla di originale e che non diventi mai economicamente attivo non sembra preoccupare nessuno. In generale, l'idea di fare di tutto porta a non fare niente bene, a meno che non si tratti di grossi centri sul tipo dei Bell Labs. Per lavorare c'e` bisogno di una massa critica.... Mi domando se qualcuno ha notizie sul centro di studi informatici che era stato annunziato per la Calabria un paio di anni fa`. Doveva assumere 1000 laureati in informatica e dare consulenza alle ditte della regione. Tale centro doveva essere "distribuito", cioe` diviso in vari uffici in localita` diverse della Calabria, cosi` da essere vicino ai propri clienti :-) Il fine di questo centro era di far ricerca e di autofinanziarsi facendo consulenze alle industrie della Calabria :-) Ciao -- Bruno Di Stefano bruno@bullet.ecf.toronto.edu