Newsgroups: trial.soc.culture.italian Path: utzoo!utgpu!news-server.csri.toronto.edu!rpi!giua From: giua@ecse.rpi.edu (Alessandro Giua) Subject: Re: Io speriamo me la cavo Message-ID: <65khk3k@rpi.edu> Sender: Alessandro Giua (giua@ecse.rpi.edu) Nntp-Posting-Host: maxwell.ecse.rpi.edu Organization: Rensselaer Polytechnic Institute, Troy NY References: Date: 28 May 91 00:16:49 GMT Lines: 49 In article gaudiano@copley.bu.edu (Paolo Gaudiano) writes: >Riporto un breve passaggio dal libro "Io speriamo me la cavo: sessanta >temi di bambini napoletani", a cura di Marcello D'orta, maestro >elementare ad Arzano. Arnoldo Mondadori Editore, 1990. > >Il libro, come indicato dal titolo, contiene sessanta temi scritti da >alunni elementari ad Arzano, in provincia di Napoli. E` un libro che >io ho trovato affascinante per diversi motivi, ma forse soprattutto >perche` mi ha fatto rendere conto di quanto lo stile di vita (inclusa >l'istruzione) sia diverso fra il nord e il sud. Ho letto solo pochi brani di questo libro, che ha avuto grande successo, almeno in termini di vendite. Credo tuttavia che il problema evidenziato non sia l'esistenza di un Sud ignorante e arretrato in un'Italia orientata verso il 2000, quanto l'esistenza di una classe di emarginati, che appartiene al Nord e al Sud ugualmente. Sono convinto che il Sud abbia grossi problemi e sia estremamente in ritardo rispetto al Nord. Tuttavia e' indubbio che l'Italiano medio del Sud non vive nelle condizioni descritte nel libro: 'lo stile di vita' qui presentato colpisce tanto piu' perche' lontanissimo dalle comuni esperienze del lettore. Io sono nato e vissuto in una regione che, almeno culturalmente, e' classificata come meridionale. Anche per me la condizione descritta nel libro e' totalmente estranea. Non e' sorprendente se si considera che provengo da una famiglia della media borghesia, ho proseguito gli studi fino ad un diploma di laurea, non ho mai avuto rapporti con il mondo 'underground' (droga, malavita, ecc.), le poche persone che conosco che non hanno proseguito gli studi almeno fino al diploma di scuola superiore sono fannullani viziati, ecc. Se non mi venisse ripetuto da piu' parti che esistono estrema poverta' ed ignoranza, mi sarebbe facile negarne l'esistenza. E' dunque possibile che anche tu, Paolo, avendo una estrazione simile alla mia, attribuisca la misera condizione di questi bambini al fatto di vivere in Campania quando invece si tratta di sacche di emarginazione che probabilmente esistono anche nella tua citta' o regione. Alessandro ----------------------------------- Alessandro Giua (giua@ecse.rpi.edu) Electrical, Computer, & Sys. Eng. Rensselaer Polytechnic Institute Troy, NY, USA